ultimi articoli

Prosecco Day, piccolo compendio del vino italiano più di successo

 Il vino italiano più importante per la bilancia commerciale italiana festeggia oggi la “sua” giornata internazionale. Innovazione di prodotto generata da alcuni pionieri della Marca alla metà del secolo scorso ha conquistato i mercati di tutto il mondo portando negli anni nuovi consumatori e diventando un must grazie al suo utilizzo per Spritz e Bellini che, a loro volta, hanno allargato enormemente il mercato dei cocktail. Che sia un successo è innegabile; che abbia ancora un potenziale di crescita anche; che le “imitazioni” generate dal suo successo tanto in Italia che nel mondo non abbiano sottratto mercato, è una garanzia; che come per il Pinot grigio, il Prosecco sia la plastica immagine di un Nordest produttivo di vertice, una gran soddisfazione.

Qualche numero per raccontare un vino che tutti hanno avuto ed hanno in cantina o nel frigorifero: partiamo dalla superficie vitata. I dati sono Ismea.  La Glera (il vitigno, com’è noto, oggi si chiama così) poggia su poco meno di 50mila ettari. Il dato è del 2025, appena vent’anni prima quella superficie era di appena 12mila ettari. La crescita è stata del 415% a fronte di una contrazione del “vigneto Italia” nel suo complesso del 6%: nel 2005 la superficie a vite era di 726mila ettari, oggi è di 681mila.

La Glera – come evidenzia la grafica qui sopra de I Numeri del Vino – è la seconda varietà in Italia dopo il Sangiovese (che però è in drastica riduzione, in vent’anni è calato da 81mila ettari a 64mila) e precede il Pinot grigio (altro salvagente del business italiano del vino che si ferma a poco più di 35mila ettari, dopo una crescita importante rispetto ai 15mila ettari coltivati vent’anni fa).

Il Prosecco è uno dei campioni del nostro export: gli ultimi dati (aprile  2026) registrano vendite mensili per 142 milioni € (più 1,5%)  e quelli sui dodici mesi vedono un complessivo di 1.752 milioni € (meno 3.6%).  Il dato sulle giacenze in cantina vedono al momento stoccato il 76% della vendemmia 2025, uno dei dati migliori di cantina Italia.

La produzione supera i 660 milioni di bottiglie per un fatturato complessivo di 3,6 miliardi €. Insomma, una gallina dalle uova d’oro, al momento grazie anche al vantaggio tecnologico acquisito dal settore nazionale.

Dicevamo, un miracolo del Nordest italiano: tutti i Prosecco devono provenire da una zona definita nel Triveneto dell’Italia e rispettare rigorosamente le normative DOC. Alla grande Denominazione di pianura (che comprende praticamente tutto il Veneto, eccezion fatta per la provincia di Verona, e il Friuli Venezia Giulia, dove si produce essenzialmente la versione extra-dry con due sottozone: Treviso e Trieste) si aggiungono le DOCG Conegliano Valdobbiadene (media ed alta collina, con le sue 43 Rive – cru – che rappresentano a nostro avviso il vertice qualitativo), Cartizze (una mini-denominazione di appena 107  ettari) e Asolo-Montello.

Nel 2009, l’UE ha concesso a Prosecco lo status protetto; l’uva stessa è stata rinominata da Prosecco a Glera permettendo così di riservare il nome Prosecco esclusivamente al vino prodotto nella sua zona italiana definita. A questo si aggiunge nel 2019 l’iscrizione delle Colline di Conegliano nel Patrimonio mondiale dell’Unesco che ha “blindato” un unicum fatto di boschi, castagneti, vigneti, piccoli borghi e lavoro dell’uomo. Il Prosecco ha allargato anche la propria gamma affiancando la versione Rosé.

Quanto può durare questa crescita? Alcune ricerche indicano per il mercato USA un CAGR del 10% dal 2026 al 2035 dato il feeling che le bollicine “metodo italiano” mantengono sulle generazioni più giovani e sul pubblico femminile. Un problema potrebbe essere rappresentato dalla sovraproduzione – specialmente nell’area Doc – spinta dalla crisi delle altre tipologie di vino. Altro problema da valutare l’impatto del riscaldamento globale, assai pesante sulla pianura veneto-friulana, che porta a vendemmie sempre più anticipate e, di converso, a tempeste e bombe d’acqua che possono arrecare gravi danni alle coltivazioni.

Ma forse non è il caso, proprio oggi, di indurre al pessimismo e di guardare al calice mezzo pieno di un vino che oggi va celebrato. A ragione.

Vinophila
Vinophila 3D Wine Expo - Il metaverso per Vino, Birra e Bevande Alcoliche

Latest Posts

spot_imgspot_img

Imperdibili