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World Lambrusco Day, il 21 giugno le bollicine rosse fanno festa. Ma…

Il 21 giugno è il World Lambrusco Day, ovvero la giornata dedicata alla celebrazione di uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo – è esportato in ben novanta Paesi – dall’imponente retaggio storico e che mai come ora dovrebbe incontrare il favore dei winelover, specie quelli più giovani attenti alla “leggerezza”, alla bevibilità ed alla bassa gradazione di un vino da bere anche fuori dai contesti canonici di consumo. Un vino che viaggia su 140 milioni di bottiglie, delle quali circa 40 milioni di Lambrusco Doc e oltre 100 milioni di Lambrusco Emilia Igt.  I Paesi dove le bollicine rosse fanno furore sono gli Stati Uniti in testa seguiti da Messico (dove spopola la versione in lattina semidolce), Germania, Francia, Spagna, Paesi del Nord Europa.  

In Italia, le statistiche sono però leggermente diverse con un calo, ad esempio,  nelle vendite della GDO che sono scese sotto la soglia dei 60 milioni di euro, lontano dal massimo registrato nel 2020 con 67,6 milioni di ricavi e con un prezzo medio inferiore ai 4€/litro.

Una contraddizione per molti esperti: secondo lo chef stellato Heinz Beck: «Quando si parla di leggerezza il Lambrusco è il vino perfetto, la gradazione alcolica è bassa e si lascia abbinare a tanti piatti. Penso sia uno dei vini più moderni».

“Proveniamo da una vendemmia 2025 che per quanto riguarda Modena e Reggio Emilia ha registrato un calo del 17% nella produzione di uve, -12% se si parla solo di uve Lambrusco. Ricordo – sottolineava recentemente  Claudio Biondi, nella foto qui sopra, presidente di Cantine Riunite e del Consorzio Tutela Lambrusco che riunisce tutte le sei zone di produzione (Sorbara DOC, Grasparossa di Castelvetro DOC, Colli di Scandiano e Canossa DOC, Salamino di Santa Croce DOC, Modena DOC e Reggiano DOC  oltre a il Reno DOC e il Bianco di Castelfranco Emilia IGT)– che oltre il 60% della produzione di Lambrusco, tra DOC e IGT, viene esportata e il mercato americano, uno dei più importanti, tra dazi e svalutazione del dollaro, ha subito un netto rallentamento. Inoltre, a causa del conflitto in corso in Ucraina, soffre notevolmente anche il mercato russo, dove il Lambrusco stava crescendo in doppia cifra.

Fra Modena e Reggio Emilia sono 12mila circa gli ettari coltivati a Lambrusco;  5mila i viticultori; il 90% del prodotto viene ritirato dalle cantine cooperative tra Modena e Reggio Emilia, con qualche scricchiolio come la crisi della Cantina sociale di Carpi e Sorbara.  

Ma il Lambrusco resta un vino pop, con  buone carte da giocare. E può dialogare meglio con le nuove generazioni. La fascia di prezzo è forse quella che su alcuni mercati, come gli Usa dove viene venduta una bottiglia di Lambrusco ogni cinque prodotte ha meno sofferto del calo dei consumi, dimostrando che almeno il posizionamento è centrato.    

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