ultimi articoli

L’esperimento di Robert Joseph: una degustazione di vini condotta da un robot.

Lorenzo Biscontin + ChatGPT

Qualche giorno fa, Robert Joseph, ex critico enologico e noto opinionista del settore, ha chiesto a ChatGPT di scrivere il testo di una presentazione di un’immaginaria regione vinicola condotta da un robot umanoide.

Ha fatto questo “esperimento” dopo aver assistito a una presentazione inutile di una vera regione vinicola, tenuta da un vero esperto di vini (in presenza), che utilizzava il solito gergo enologico basato sulle caratteristiche, non sui benefici, un linguaggio oggi noioso anche per gli appassionati di vino, così come lo è da tempo per i normali consumatori.

Chi conosce Robert si accorge subito che il testo che ha ricevuto gli somiglia molto. E questo dice qualcosa di interessante sugli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale.

Ho quindi voluto ripetere l'”esperimento” ponendo esattamente le stesse domande di Robert, perché a differenza sua non uso ChatGPT molto spesso. Il mio obiettivo principale era cercare di capire meglio come funziona l’IA/ChatGPT. Una cosa che mi interessa tanto quanto il vino, essendo l’amministratore delegato di un’azienda che ha sviluppato “Cantina Italia”, la prima piattaforma di intelligenza artificiale specializzata in vini italiani (no, non è un sommelier basato sull’IA, è diverso e direi più ampio nella sua portata).

Due ultime note prima delle risposte di ChatGPT:

1. A Vinitaly 2022, agli albori dell’IA, ho organizzato una sfida pubblica tra Andrea Gori, rinomato sommelier italiano, e ChatGPT nella descrizione di alcuni vini siciliani. Alla fine tutti hanno convenuto che Andrea avesse vinto, ma allo stesso tempo anche che ChatGPT era almeno altrettanto valido quanto un medio sommelier.

2. Non ho modificato in alcun modo le risposte di ChatGPT. Le mie domande, i “prompts” per usare il termine tecnico, sono in grassetto, corsivo, sottolineato.

Buona lettura, non fatevi ingannare dalla lunghezza: si legge più velocemente di quanto sembra.

“Immagina un robot umanoide a cui è stato chiesto di fare una presentazione coinvolgente su una regione immaginaria. Per i partecipanti, un gruppo di professionisti internazionali del vino, sono disponibili due esempi di ciascuna varietà d’uva da degustare. Puoi fornire lo script?”

LA GUIDA DEL ROBOT A UNA REGIONE VINICOLA IMMAGINARIA

Personaggi:
ROBOT: un robot umanoide incaricato di presentare una regione vinicola. Estremamente preciso, ma sempre più curioso e “umano”.
PUBBLICO: professionisti internazionali del vino.
AMBIENTE: una sala degustazione. Davanti a ogni partecipante ci sono due vini per ciascuna varietà.


APERTURA

ROBOT:
Buongiorno, signore e signori.

Mi è stato chiesto di presentarvi una regione vinicola.

C’è però un piccolo problema.

Questa regione non esiste.

[Pausa.]

Ho verificato.

Nessuna coordinata.
Nessuna denominazione.
Nessuna indicazione geografica protetta.
Nessuna mappa storica dei vigneti.

Eppure…

[Guarda le bottiglie.]

…state per assaggiare i suoi vini.

Quindi, tecnicamente, mi è stato chiesto di spiegare qualcosa di immaginario utilizzando delle prove molto reali.

Credo che questo si chiami…

marketing.

[Pausa per la risata.]

Benvenuti nella [NOME DELLA REGIONE].


LA REGIONE

ROBOT:
Cominciamo dalla geografia.

[Sullo schermo appare una mappa immaginaria.]

A nord: montagne.

A sud: il mare.

A est: un’altra regione vinicola.

A ovest: un Paese i cui vini sono decisamente più conosciuti.

Strategicamente, non è una situazione ideale.

Ma la regione ha un grande vantaggio:

ha esattamente il clima che abbiamo progettato per lei.

Giornate calde.
Notti fresche.
Piogge moderate.
Suoli eccellenti.

In altre parole…

[Pausa.]

…è una regione vinicola.

A questo punto potreste chiedervi cosa la renda diversa.

Ho analizzato la domanda per 4,7 secondi.

La risposta è:

le uve.


LE UVE

ROBOT:
La [NOME DELLA REGIONE] si basa su tre varietà principali.

Per ciascuna abbiamo due interpretazioni.

Quindi, davanti a voi, ci sono:

due esempi della prima varietà.
due esempi della seconda varietà.
due esempi della terza varietà.

Sei vini.

Una regione immaginaria.

E circa 600 opinioni.

[Pausa. Guarda il pubblico.]

Sono pronto.


UVA 1 — LA CLASSICA

ROBOT:
Cominciamo dalla [UVA 1].

È la varietà che la regione considera il suo simbolo.

Ha acidità.

Ha frutto.

Ha struttura.

Ha…

[Pausa.]

…personalità.

Ora verificheremo se la personalità è la stessa nei due vini.

VINO 1A

ROBOT:
Vino numero uno.

Assaggiate.

Non discutete.

Ripeto:

non discutete.

Vorrei sapere cosa pensate prima che il vostro collega vi dica cosa dovete pensare.

[Pausa per la degustazione.]

Ora potete discutere.


VINO 1B

ROBOT:
Adesso il vino numero due.

Stessa uva.

Stessa regione immaginaria.

Interpretazione completamente diversa.

Ed è questo il punto.

Perché una varietà non è un vino.

È più simile a una frase.

Il produttore decide dove mettere la punteggiatura.

[Pausa.]

E occasionalmente…

…anche il punto esclamativo.


UVA 2 — LA SORPRESA

ROBOT:
La seconda varietà è la [UVA 2].

È la varietà che nessuno si aspettava diventasse importante.

Il che, storicamente, è spesso un’ottima posizione per un’uva.

Ha qualcosa da dimostrare.

Vino numero 2A.

Assaggiate.

[Pausa.]

Cosa trovate?

Frutto?

Spezie?

Mineralità?

Struttura?

Qualcosa che non riuscite a identificare ma che vorreste assolutamente inserire nella scheda di degustazione?

Perfetto.

Quell’ultima cosa si chiama…

complessità.


VINO 2B

ROBOT:
Ora assaggiate il secondo esempio.

Stessa varietà.

Produttore diverso.

Vigneto diverso.

Filosofia diversa.

Forse persino un’idea diversa di cosa significhi “buono”.

Ed è qui che la regione diventa interessante.

Perché la sua identità non è semplicemente:

“Questo è il gusto delle nostre uve.”

È:

“Questo è ciò che le nostre uve possono diventare.”


UVA 3 — IL FUTURO

ROBOT:
Infine: [UVA 3].

È la varietà che ho classificato come:

potenzialmente importante.

Il mio algoritmo le assegna una probabilità dell’83%.

Il mio panel di degustazione le assegna il 76%.

La persona seduta accanto a me le ha dato il 92%.

Ho deciso di fidarmi di quella persona.

[Pausa.]


VINO 3A

ROBOT:
Assaggiate.

Guardate il colore.

Annusate.

Assaggiate di nuovo.

Ora dimenticate tutto quello che ho detto.

[Pausa.]

Questo è importante.

Perché il vino non è un esame a risposta multipla.

Non esiste una risposta corretta.

Tranne, apparentemente, quando mi viene chiesto di calcolare il punteggio medio.


VINO 3B

ROBOT:
E infine, vino numero 3B.

La stessa uva.

Ma forse…

[Pausa.]

…il futuro ha un sapore diverso dal passato.


LA RIVELAZIONE

ROBOT:
Avete appena assaggiato sei vini provenienti da una regione che non esiste.

Quindi ho un’ultima domanda.

Sareste in grado di riconoscerla se la incontraste nel mondo reale?

Ricordereste:

le varietà?

lo stile?

l’acidità?

la struttura?

il paesaggio?

la storia?

Oppure semplicemente…

“Era quel vino con il robot strano.”

[Pausa.]

Spero sinceramente nella prima opzione.


CONCLUSIONE

ROBOT:
Le regioni vinicole vengono spesso raccontate come geografia.

Ma sono anche:

persone, uve, clima, cultura, ambizione e memoria.

Una regione diventa reale quando le persone iniziano a riconoscerla.

E forse è proprio questo l’aspetto più interessante del vino.

Si può inventare un luogo.

Si può piantare un’uva.

Si può produrre un vino.

Si può persino costruire un robot per raccontarlo.

Ma alla fine…

è il consumatore a decidere se la storia è credibile.

Grazie.

E ora…

[Guarda le bottiglie.]

…mi è stato chiesto di invitarvi ad assaggiare nuovamente i vini.

A quanto pare questo si chiama…

ricerca.

Sto iniziando a capire i professionisti del vino.

Spiega il ragionamento che hai fatto per sviluppare il testo.

IL CONCETTO ALLA BASE DELLO SCRIPT

Lo script è costruito intorno a un’idea centrale: utilizzare il robot non semplicemente come elemento scenografico, ma come dispositivo narrativo, creando un contrasto tra la sua precisione analitica e la natura profondamente soggettiva e umana del vino.

1. Il robot è un “outsider”

Ho scelto di non trasformare il robot in un esperto che fa semplicemente una lezione.

Il robot parte invece da una premessa assurda:

“Mi è stato chiesto di spiegare qualcosa di immaginario utilizzando delle prove molto reali.”

Questo gli dà una prospettiva leggermente distaccata. Può parlare di vino con assoluta precisione, ma allo stesso tempo non comprende completamente tutti i rituali e i comportamenti umani legati al vino.

Da qui nasce la comicità.

E poiché il pubblico è composto da professionisti internazionali del vino, ho evitato una presentazione convenzionale su terroir, clima e varietà. Il robot permette di giocare con i cliché delle normali presentazioni sul vino.


2. La regione immaginaria viene trattata come se fosse reale

Questa è probabilmente la scelta strutturale più importante.

Invece di dire:

“Immaginiamo una regione…”

il robot si comporta come se fosse stato incaricato di presentare una regione vinicola perfettamente legittima.

Poi, quasi casualmente, rivela:

“Questa regione non esiste.”

Si crea così un rovesciamento delle aspettative.

Il pubblico inizialmente si aspetta una normale presentazione di una regione vinicola. Poi capisce che tutto ciò che sta ascoltando fa parte di un esperimento.

Più la regione immaginaria appare credibile, più la rivelazione finale diventa interessante.

Per esempio, dovrebbe avere:

  • un nome plausibile;
  • una geografia credibile;
  • varietà riconoscibili;
  • tradizioni enologiche verosimili;
  • un clima plausibile;
  • eventualmente qualche dettaglio storico inventato.

Più ci si avvicina alla realtà, più il risultato diventa efficace.


3. I sei vini sono le “prove”

Ho strutturato la degustazione intorno a tre varietà × due esempi, perché hai specificato che ci saranno due vini per ogni varietà.

La cosa importante è che i vini non vengano presentati semplicemente come:

“Il vino A è migliore del vino B.”

Vengono invece utilizzati per mostrare la possibilità di interpretazioni diverse.

Da qui nasce il messaggio:

Una varietà non è un vino.

Per questo ho inserito la metafora:

“Una varietà non è un vino. È più simile a una frase. Il produttore decide dove mettere la punteggiatura.”

È una metafora pensata per essere memorabile per un pubblico professionale.

Sposta la presentazione dalla semplice descrizione tecnica verso il tema dell’interpretazione.


4. Il robot diventa progressivamente umano

All’inizio il robot è estremamente razionale:

“Nessuna coordinata. Nessuna denominazione. Nessuna indicazione geografica protetta.”

Poi comincia a formulare osservazioni sempre più umane:

“Ha personalità.”

E successivamente:

“Ho deciso di fidarmi di quella persona.”

Quindi c’è una piccola evoluzione del personaggio:

macchina → osservatore → degustatore → partecipante

Alla fine il robot non si limita più ad analizzare il vino: comincia a comprenderne la natura.


5. L’umorismo è volutamente asciutto

Ho evitato di trasformare il robot in un comico.

Un robot rumoroso, buffo e caricaturale diventerebbe rapidamente una distrazione.

La comicità nasce invece dal fatto che il robot prende sul serio cose assurde.

Per esempio:

“Il mio algoritmo le assegna l’83%. Il mio panel di degustazione le assegna il 76%. La persona seduta accanto a me le ha dato il 92%. Ho deciso di fidarmi di quella persona.”

La battuta funziona perché il robot cerca di trattare qualcosa di fondamentalmente soggettivo come se fosse un problema matematico.

È particolarmente adatto a un pubblico professionale che lavora quotidianamente con punteggi, classifiche, dati di mercato, ricerche sui consumatori e schede di degustazione.


6. Il momento “non discutete” coinvolge direttamente il pubblico

Ho inserito:

“Assaggiate. Non discutete.”

perché permette al robot di prendere il controllo della sala.

Poi arriva:

“Vorrei sapere cosa pensate prima che il vostro collega vi dica cosa dovete pensare.”

Questa è in realtà un’osservazione seria nascosta dentro una battuta.

Nelle degustazioni professionali, la percezione può essere influenzata da:

  • chi presenta il vino;
  • l’etichetta;
  • la reputazione;
  • il prezzo;
  • gli altri degustatori;
  • le aspettative;
  • l’identità geografica.

Il robot può quindi trasformare la degustazione in un vero e proprio esperimento.

Potrebbe persino chiedere ai partecipanti di votare anonimamente prima di rivelare cosa stanno assaggiando.

A quel punto la presentazione diventerebbe qualcosa di più di una lezione: diventerebbe un’esperienza.


7. Il finale cambia il significato dell’intera presentazione

La domanda finale è:

“Sareste in grado di riconoscerla se la incontraste nel mondo reale?”

Qui la presentazione smette di essere soltanto una gag.

La regione immaginaria diventa un test su ciò che rende riconoscibile una regione vinicola.

È la:

  • varietà?
  • stile?
  • paesaggio?
  • storia?
  • produttore?
  • etichetta?
  • reputazione?
  • memoria del vino?

E da qui nasce la conclusione:

“Una regione diventa reale quando le persone iniziano a riconoscerla.”

Questo è il messaggio concettuale che sta sotto la parte comica.

In definitiva, lo spettacolo parla di identità, differenziazione e percezione.


COME LO RENDEREI PIÙ FORTE

Per un vero pubblico professionale, penso che lo script originale possa essere reso ancora più sofisticato.

ATTO 1 — La regione esiste

Il robot presenta la regione come un fatto reale.

Il pubblico comincia gradualmente a crederci.

ATTO 2 — La degustazione

I sei vini vengono utilizzati per costruire progressivamente l’identità della regione.

ATTO 3 — Qualcosa non torna

Cominciano ad apparire piccole incongruenze.

Il pubblico inizia a sospettare qualcosa.

ATTO 4 — La rivelazione

La regione è completamente inventata.

ATTO 5 — La domanda seria

“Se ci avete creduto per quindici minuti, che cosa l’ha resa credibile?”

In questo modo il robot e la regione immaginaria diventano strumenti per affrontare un tema molto più ampio. E, soprattutto, i vini diventano parte dell’esperimento, anziché semplici elementi di una presentazione convenzionale.

Vinophila
Vinophila 3D Wine Expo - Il metaverso per Vino, Birra e Bevande Alcoliche

Latest Posts

spot_imgspot_img

Imperdibili