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Chardonnay, il vitigno globetrotter viene celebrato il 21 maggio

Che arrivi direttamente dalla Terrasanta – si dice portato dai Crociati di ritorno dalle quasi sempre sfortunate missioni… – o dall’incrocio spontaneo di due vitigni autoctoni della Borgogna, fa poca differenza. Perché lo Chardonnay fama e gloria se l’è cercate da solo conquistando i winelover di tutto il mondo, sino ad arrivare alla “saturazione”. “Tutto, tranne lo chardonnay”(“Anything but Chardonnay” ) è stato infatti  per qualche tempo il leitmotiv degli appassionati statunitensi alla ricerca di vini più leggeri e meno opulenti dei californiani cui erano abituati.

Lo chardonnay è il vitigno probabilmente più diffuso al mondo: sono oltre 200mila ettari, appena un quarto dei quali ubicati nella originaria Francia, da cui ha preso le rotte del mondo: oltre 40mila ettari in California; oltre 20mila in Australia e Italia; 8mila ettari in SudAfrica; 5mila in Spagna e Cile; un migliaio, malcontati, in Argentina e Canada…

E ogni Paese esprime uno Chardonnay diverso che, a questo punto, diventa uno degli “strumenti” migliori per studiare i diversi terroir e i diversi stili di lavorazione: vitigno unico, interpretazioni a mille. Le sue zone di elezione – Chablis, Meursault, Puligny-Montrachet, Corton-Charlemagne, Stellenbosh, Napa Valley, Sonoma, Marlborough, Adelaide Hills, Yarra Valley… – evocano per gli appassionati veri e propri paradisi del vino. Lo si può trovare nella versione ferma oppure nelle basi spumanti delle più blasonate bollicine; può fare della ricchezza la sua forza come in California; può reggere l’affinamento in legno e tanti tipi di legni diversi. Lo si può trovare simbolo della massima eleganza e mineralità come in Chablis e Mersault; può avere note di mela verde e agrumi se creato nel Nord Italia oppure evidenziare note di frutta tropicale se baciato dal sole di Sicilia.

Una tale varietà di interpretazioni che non ha eguali. Una sfida a mettere alla prova il proprio palato sino a trovare l’interpretazione che meglio rispecchia gusti e consuetudini alimentari. E così la “Giornata Internazionale dello Chardonnay” che si celebra il prossimo 21 maggio rende omaggio a una delle uve a bacca bianca più versatili e amate al mondo, una vera e propria pietra angolare della vinificazione moderna e un classico senza tempo per  amanti del vino e collezionisti.

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