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Vitovska emblema del Carso, Regina nel Mondo.

02 agosto 2022

(di Lorenzo Biscontin) Ad inizio di luglio si è svolta la 16 edizione della manifestazione Mare e Vitovska / Vitovska in Morje che ogni anno raccoglie i produttori di questo vino presenti sul carso triestino e sloveno all’interno del castello di Duino, dove il Carso strapiomba sul mare.

Un appuntamento che misura l’evoluzione, ma sarebbe più giusto dire la crescita, della viticoltura locale. Anno dopo anno infatti nota un costante miglioramento nella capacità dei vignaioli nel modulare il potenziale espressivo del vitigno in uno spettro sensoriale che si arricchisce di sfumature sempre più ampie, sulla base della freschezza e sapidità tipiche.

Un vero e proprio gusto di terroir che rende riconoscibile unica la Vitovska rispetto a tutti gli altri vini, ma mai omologante rispetto all’interpretazione che i singoli produttori intendono dargli.

Dal giallo paglierino scarico delle versioni giovani affinate solo in acciaio all’ambrato delle Vitovske con prolungato contatto sulle bucce ed invecchiamento in legno, sia apprezza un caleidoscopio di aromi: menta, fieno, fiori di campo, ginestra, caprifoglio, gelsomino, pera, mela, eucalipto, frutta tropicale, sandalo, agrumi, mandorla, confettura, spezie, idrocarburi, si rincorrono negli assaggi.

La dimostrazione di come la Vitovska sia il vino più identitario di questo terroir a cavallo della frontiera italo-slovena. Terroir vero, che prescinde dai confini politici perché omogeneo per caratteristiche geologiche, pedologiche, climatiche e socio-economiche al suo interno, uniche e diverse rispetto alle aree limitrofe.

Tanto è vero che al convegno inaugurale è stato presentato il nuovo logo del Carso, sviluppato per rappresentare l’asprezza dell’altopiano per le condizioni climatiche estreme portate dalla bora e dalla scarsità d’acqua dovuta al carsismo, ma anche il mare su cui si affaccia e l’impegno contadino di chi lo vive.

D’altra parte “caparbietà contadina” è stato il termine usato da Carlo Petrini, nel suo intervento che ha concluso il convegno di apertura della manifestazione, per indicare la coesione con cui i produttori stanno portando avanti la loro visione del Carso a tutto tondo, non limitata alla sola viticoltura o alla sola Vitovska.

Più che un ritorno alla tradizione, un ritorno alla centralità dell’ambiente ed alla valorizzazione della sua influenza nelle attività umane, che si tratti di vino, olio, miele, salumi o l’estrazione del marmo dalle cave note fin dal tempo dei romani.

Una visione che si ritrova anche nell’organizzazione di Mare & Vitovska, dove ogni produttore di vino è associato ad una proposta gastronomica della zona, offrendo così ai visitatori l’esperienza eno-gastronomica completa. Se poi ci aggiungete anche lo spettacolare scenario del Castello di Duino ecco che l’esperienza si completa anche con il lato turistico.

Personalmente dalla quarta partecipazione a Mare & Vitovska sono tornato a casa con un una domanda: la Vitovska ha il potenziale per diventare un vino di lusso? Non intendo un vino più o meno costoso, intendo proprio di lusso. I presupposti mi sembra ci siano tutti: piccola produzione, forte identità territoriale, varietà e ricchezza stilistica all’interno della tipicità, potenzialità di invecchiamento del vino e quindi effetto dell’annata sui profili sensoriali. Io nel dubbio sto mettendo in cantina un po’ di bottiglie.

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