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Valorizzare il vino italiano: l’asta del barolo en primeur, per esempio.

La valorizzazione del vino italiano sui mercati esteri è uno dei temi caldi del settore, dopo che se ne è discusso ad un eccellente convegno “Export vino Italia: come vincere la sfida del valore” tenutosi due settimane fa al Vinitaly Special Edition.


Il vino italiano infatti è stato il grande protagonista del mercato mondiale dell’ultimo decennio, con performances in volume ed in valore migliori in termini assoluti rispetto a tutti i concorrenti, Francia in primis.


Malgrado questo però la differenza tra il presso medio del vino italiano e di quello francese è ancora significativa. Ma anche USA e Nuova Zelanda sono posizionati spesso meglio di noi nei diversi mercati, come riportato dalla precisa analisi fatta da Carlo Flamini sull’ultimo numero del Corriere Vinicolo (scaricabile gratuitamente).


Non c’è dubbio che l’innalzamento del prezzo medio del vino italiano passa anche da un innalzamento del suo valore percepito dagli operatori del trade e dai consumatori dei diversi mercati.


In questo senso appare quindi positiva e significativa la prima asta di Barolo en primeur che si terrà domani a Grinzane Cavour.


Organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo in collaborazione con la Fondazione CRC Donare ed il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, metterà all’asta 15 barriques provenienti dalla storica vigna Gustava, che si trova ai piedi del Castello di Grinzane Cavour e sarà battuta da Christie’s Italia in collegamento anche con Christie’s New York.
Si tratta di un’azione esemplare per tanti motivi:


✔︎ È la prima volta che un Barolo viene messo all’asta en primeur, ossia prima dell’imbottigliamento, pratica invece usuale per i vini francesi, Bordeaux in testa.
✔︎ E’ un’iniziativa che coinvolge tutto il territorio e le sue eccellenze poiché si svolge all’interno del calendario degli eventi della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
✔︎ E’ un’iniziativa benefica, che quindi valorizza ancora di più chi la fa.

Come si suol dire nel mondo della moda “La pioggia cade dall’alto” e quindi è dalle grandi denominazioni italiane come il Barolo che devono arrivare i segnali e gli stimoli per una percezione sempre migliore della qualità del vino italiano.


D’altra parte, se si vanno ad analizzare più approfonditamente i dati dei vini francesi, si vede come il prezzo medio somigli molto alla media dei polli di Trilussa: è il risultato di prezzi molto alti pagati per Champagne, Bordeaux e Borgogna e prezzi medio alti pagati per la tre denominazioni.


In altre parole, sono le tre famose regioni vinicole che trainano verso l’altro il resto l’immagine e il prezzo del vino francese.


Un’esperienza su cui riflettere per definire le strategie future del nostro settore.

Lorenzo Biscontin
Ventennale esperienza in aziende del settore cibo e bevande, lavora come consulente di gestione aziendale e marketing soprattutto in ambito viti-vinicolo. Scrive regolarmente di argomenti legati al vino.

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