Lorenzo Biscontin
La stagione delle grandi fiere mondiali del vino è alle porte, tra meno due settimane aprirà Wine Paris, seguita nel giro di un mese da ProWein per concludersi con Vinitaly a metà aprile.
Se il ruolo di Vinitaly come fiera del vino italiano non è mai stato messo in discussione a livello internazionale, è indubbio che negli ultimi tre anni la crescita di Wine Paris ha intaccato la posizione di ProWein come principale riferimento di fiera in cui trovare tutto il mondo vinicolo.
Altrettanto indubbia è stata la capacità da parte di ProWein di mantenere le posizioni e, soprattutto, la volontà di rilanciarsi presentando una nuova visione che comincia proprio con l’edizione 2026.
Per capire meglio le implicazioni pratiche della nuova strategia abbiamo intervistato Frank Schindler, nuovo Direttore di Prowein.
Ne è uscita una lunga chiaccherata in cui Schindler racconta tutti gli aspetti del nuovo ProWein 2026.
1) Il motto di ProWein Düsseldorf 2026 è “Coltiva il visionario che è in te!”. Come viene implementato questo motto nell’organizzazione e nella gestione della fiera?
L’industria vinicola sta attraversando una trasformazione fondamentale. I cambiamenti climatici, geopolitici e socioeconomici stanno creando una situazione che richiede un ripensamento di ampio respiro. “Coltiva il visionario che è in te!” non è quindi solo un principio guida per ProWein 2026 per esplorare nuove strade e continuare a svilupparsi in modo sostenibile, ma è anche un invito ai nostri espositori e visitatori a compiere passi coraggiosi verso il futuro.
Per questo motivo, abbiamo costantemente sviluppato molti dei nostri format esistenti. Questo va dalla nostra piattaforma formativa ProWein Agora al riposizionamento dei superalcolici sotto l’egida di ProSpirits, fino a una maggiore integrazione della città di Düsseldorf attraverso il nuovo concept ProWein City Vibes. In definitiva, si tratta di sviluppi evolutivi, ma compiuti a grandi passi. La nostra aspirazione è sempre quella di fornire orientamento al settore, dare impulso e consentire un business sostenibile, con una fiera che incoraggia l’innovazione.
2) Quali saranno, secondo lei, i 5 punti salienti di ProWein Düsseldorf 2026?
ProWein Düsseldorf 2026 offre molti punti salienti, ma per me i seguenti cinque spiccano in particolare:
A ProWein 2026, le precedenti sezioni dedicate ai superalcolici saranno accorpate sotto ProSpirits nei padiglioni 5 e 7. Questo è stato un passo logico per riflettere la loro crescente importanza e offrire agli espositori una maggiore visibilità. Ci saranno numerose offerte di bar e mixology, trasformando ProSpirits in una vera e propria esperienza.
L’Agora Stage è il cuore sociale della fiera e la piattaforma per l’innovazione e i temi orientati al futuro nel padiglione 6. Con discorsi principali, interventi e brevi spunti, offre contenuti stimolanti i cui messaggi vengono trasmessi anche oltre il settore. Tutte le sessioni saranno disponibili anche in formato digitale dopo l’evento. La tendenza verso vini e liquori analcolici è consolidata. Attualmente si tratta di uno dei segmenti più dinamici del settore: non solo lo stile e la tecnologia progrediscono rapidamente, ma anche i prodotti che ne derivano stanno acquisendo un carattere sempre più indipendente. ProWein Zero, nel Padiglione 5, dà vita a questa evoluzione con degustazioni, approfondimenti interessanti e lo ZeroBar, che dimostra quanto possano essere piacevoli e diversificati i vini e le bevande analcoliche oggigiorno.
Le forme di coltivazione sostenibili sono un tema centrale per il settore, riflettendo non solo i valori dei produttori, ma anche la crescente rilevanza economica. Di conseguenza, i prodotti di questa categoria sono presenti in tutti i padiglioni e le aree di ProWein 2026. Nel Padiglione 1, ProWein Organic Visions riunisce l’offerta internazionale di vini certificati e la completa con aree di degustazione e diversi formati informativi.
Il segmento in crescita degli spumanti viene presentato come un viaggio di scoperta a ProWein Sparkling Visions. Oltre a Prosecco, Cava, Sekt e Champagne/Crémant, il Padiglione 4 offre una ricca selezione di vini frizzanti e spumanti internazionali. Lo Sparkling Bar diventa un punto d’incontro centrale per degustazioni, scambi e networking.
Come ex espositore, sono particolarmente soddisfatto anche dei nuovi miglioramenti strutturali: un concept semplificato dei padiglioni con una chiara suddivisione per paese aumenta la visibilità degli espositori riducendo al contempo le distanze a piedi del 30%, senza modificare l’area espositiva complessiva. Lo strumento di matchmaking ottimizzato Fair Match mette in contatto espositori e visitatori in modo mirato ed è supportato dal nuovo framework I2A (insights-to-action), che per la prima volta integra digitalmente il percorso del cliente e consente una preparazione ottimale della fiera. Per sfruttare al meglio I2A, le registrazioni dei webinar per espositori e organizzatori sono disponibili sul sito web di ProWein.
L’esperienza fieristica è completata da ProWein City Vibes, che porta la passione per il vino, i distillati e il piacere dai padiglioni fieristici al centro di Düsseldorf. Questo favorisce l’interazione tra produttori e consumatori, un pilastro importante per un marketing di successo.
3) Una fiera è anche un’opportunità per scoprire cosa succede nel settore. Puoi anticiparci qualcosa sul programma dell’Agora di ProWein?
I visitatori potranno godere di un programma vario e di alto livello sul nostro Palco dell’Agora, dove esperti del settore analizzano gli sviluppi attuali e forniscono spunti per il futuro.
Una tavola rotonda, ad esempio, si concentra sul dibattito sociale e politico su alcol e salute. Nella sessione “Veleno o cultura: chi guida il dibattito su alcol e salute?”, Julian Braithwaite, insieme a Felicity Carter e al Dott. Tom Croghan, esplora come le scoperte scientifiche si insinuano nei media, nella politica e nella regolamentazione, e dove spesso si perdono sfumature importanti.
Con un focus su commercio e consumi, la conferenza “Next Economy: come possiamo guidare la crescita nel punto vendita del futuro?” esamina come sta cambiando il comportamento dei consumatori. La futurologa più nota in Germania, Theresa Schleicher, delinea quali strategie Le aziende vinicole possono favorire la crescita futura.
Un altro punto forte del programma è dedicato all’enoturismo. In “Dall’esperienza al valore: il futuro dell’enoturismo”, il Prof. Dr. Gergely Szolnoki e la Dott.ssa Magalie Dubois discutono di come le aziende vinicole possano trasformare le esperienze in un successo economico sostenibile.
Complessivamente, offriamo oltre 20 ore di programmazione che coprono tutti i settori del settore. Visitatori ed espositori hanno anche l’opportunità di candidarsi via e-mail per interventi di 15 minuti, aiutandoci ad aprire e liberalizzare i nostri mondi tematici.
4) L’abbinamento cibo-vino è una parte essenziale dell’esperienza enologica. Qual è lo scopo di Urban Gastronomy?
Il concetto di Urban Gastronomy rende l’abbinamento cibo-vino accessibile a ProWein Düsseldorf in modo moderno ed esperienziale. Chef e influencer del cibo selezionati preparano spunti creativi sul posto insieme al nostro partner Tony Askitis (#asktoni) e dimostrano nei workshop quanto sia facile e flessibile abbinare cibo e vino oggi. Il format è specificamente rivolto al settore della gastronomia e ai sommelier. In questo modo, ci concentriamo fortemente sui contenuti di un settore consolidato ma in continua evoluzione.
5) ProWein Düsseldorf è stata la prima fiera del vino a dedicare uno spazio specifico ai vini analcolici e a bassa gradazione alcolica. Questo segmento sta crescendo in termini di vendite e interesse, ma i consumatori spesso percepiscono ancora una differenza di gusto rispetto ai vini alcolici. Quali vini troveremo a ProWein Zero?
ProWein Zero dimostra in modo impressionante quanto si sia sviluppato il segmento analcolico e a bassa gradazione alcolica. I visitatori scopriranno vini fermi e spumanti dealcolati e parzialmente dealcolati, nonché prodotti sostitutivi spesso prodotti senza fermentazione tradizionale. L’intera categoria ha acquisito significativamente struttura e complessità e sta diventando sempre più indipendente stilisticamente.
Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che i vini a bassa e bassa gradazione alcolica non sono una tendenza a breve termine. Si tratta di un segmento di mercato in crescita che continuerà a differenziarsi e che gli addetti ai lavori devono comprendere. La nuova struttura di ProWein Zero fornisce orientamento, classifica gli sviluppi e crea una piattaforma chiaramente organizzata per produttori e visitatori professionali. Lo Zero Tasting Bar curato da Meininger offre un approccio pratico e rende tangibili gli sviluppi di questo segmento dinamico. Per la prima volta, anche i distillati analcolici saranno presenti a ProWein Zero.
6) Perché avete deciso di dedicare uno spazio specifico agli spumanti?
Il segmento degli spumanti esercita – quasi magicamente – un forte fascino non solo sui consumatori, ma anche sui nostri visitatori professionali. Nello sviluppo del concept, abbiamo risposto in parte alla domanda dei visitatori. Con ProWein Sparkling Visions, creiamo un mondo esperienziale che mette in mostra l’ampia gamma di spumanti e vini frizzanti e presenta nuovi volti e stili accanto ai classici affermati. Allo stesso tempo, gli espositori hanno a disposizione un’ulteriore piattaforma per presentare l’intero portfolio in un ambiente dedicato. Il concept consente un chiaro punto di accesso tematico e una rapida panoramica di un segmento complesso.
7) Vino e distillati sono due business diversi. ProWein ha sempre prestato particolare attenzione ai distillati e alle tendenze del bartending, e nel 2026 ProSpirits raggiungerà nuovi record sia in termini di spazio che di espositori. Vedete una contaminazione tra i due settori? Avete in programma attività per avvicinarli a ProWein?
Per me, vino e distillati sono strettamente collegati come, ad esempio, vino e prodotti complementari. Sebbene i canali di distribuzione e i processi di produzione differiscano in alcuni casi, molti distillati sono prodotti da uva, vinacce o vino e vengono invecchiati in vecchie botti di vino. Vi è anche una significativa sovrapposizione nella distribuzione, nella gastronomia e tra i consumatori.
Questi numerosi punti di contatto creano un grande potenziale di reciproca ispirazione. Solo per quanto riguarda i visitatori, molti acquirenti sono responsabili di entrambi i segmenti e apprezzano la possibilità di coprirli insieme in un’unica fiera. Inoltre, molti produttori di vino hanno anche distillati nel loro portfolio, motivo per cui questa categoria fa parte di ProWein da oltre 30 anni. Oggi, sfruttiamo consapevolmente queste sovrapposizioni per promuovere lo scambio tra i due settori. Con la profilazione di ProSpirits e l’integrazione di alcolici analcolici nel ProWein Zero Bar, creiamo intenzionalmente interfacce di contenuto da cui tutte le parti traggono vantaggio.



