Mettiamo in archivio un’edizione record per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Un successo che resterà nella memoria di appassionati e sportivi, e che si spera aiuterà ancora per diverso tempo la crescita del nostro Paese. Per le nostre degustazioni “olimpiche” dopo Sfursat, bollicine sudtirolesi, Pinot nero pavese, Teroldego e Amarone non potevamo che chiudere con la regina delle Dolomiti, nella Cortina d’Ampezzo che ha visto gesta epiche da parte dei nostri atleti.
Ovviamente, non potevamo trovare una vigna a Cortina e nemmeno nel Bellunese, ma una buona tradizione di superalcolici quello sì, rigorosamente “made in Cortina” che utilizzano botaniche ed acque cristalline di montagna per dare l’unicità che merita la regina. L’idea è nata a Gherardo Manaigo che ha realizzato un Mountain gin ed una Ice Vodka.
La prima vede le botaniche dei boschi della piana ampezzana: ginepro, geranio, menta, rosmarino, finocchietto selvatico nella rosa degli aromi, ma soprattutto mirtillo nero e pino mugo. Ovvero quello che si può raccogliere lungo i sentieri delle Dolomiti. Unica esclusione, gli agrumi per non alterare il bouquet dei profumi.

Il tocco ampezzano della Cortina Ice Vodka è, invece, una sorgente d’acqua a 2000 metri d’altezza, con l’acqua che scorre sotto il permafrost, prima di arrivare alla distillazione di questo superalcolico che può andare oltre alla mixology ma accompagnare anche piatti della cucina delle nostre montagne.



